Pubblicata il 20/03/2020
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questa bellissima poesia di “utente eliminato” l’ho trovata sfogliando le pagine di ph e mi ha coinvolta emotivamente, specie per l’accostamento (da me colto: la scena dell’arpione che addenta, il gioco del trapasso dominante) alla cruda realtà che, all’alba del xxi secolo, sta attanagliando il genere umano ridotto in habitat fisici e mentali del tutto surreali.
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venere freme
al sentore del sole
che abbozza l’orizzonte
e il rosso che riaffiora sulla cresta
è sangue ancora vivo
in vista all’albeggiare.
ombelicale
è il tonfo dell’arpione
quando addenta la carne
come se fosse il bacio di un amore
è il gioco del trapasso
in tutti i sensi
che domina la scena
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Una poesia immensa, fa venire i brividi.

il 21/03/2020 alle 08:25

… sì alias. hai colto giusto! un abbraccio. a.

il 21/03/2020 alle 13:07