Pubblicata il 28/02/2020
il corvo tedesco

anthea, cos'hai stamane,
cos'hai? I lai tenebrosi
della mia trachea infestano
le tue orecchie colme d’azzurro?
lo sai, il mio cuore è un eremo
su rocciosi declivi dove
schivi sono anche i sassi.
non cerchiamo altrove
un'alcova morbida come nuvole,
una torbida ora dove poggiare
la testa sull'oblio.
ovunque vada quel corvo tedesco
gracchia nei miei timpani:
"Dio è morto, Dio è morto!"
e torto non ha, torto non ha.
non andiamo altrove, è domenica.
queste coperte sono accoglienti
come un utero materno,
come il tuo sterno accalorato.
che il sole sia gravido di luce,
cosa mi importa? Che dalle finestre
entrino ginestre, bouganvillea, orchidee,
cosa cambia? Il nulla mi pesa addosso
come un macigno sullo stomaco.
che il cigno starnazzi e sbatta
le sue ali orribili e goffe,
tanto un cacciatore gli spappolerà
il maledetto cranio con una cartuccia!
siamo una bertuccia
che ha perso i suoi ispidi peli.
ti prego, non andiamo altrove,
ti prego. E’ risorto il Signore
dalla bocca del prete, da quel lurido sepolcro,
non dalla mia.
non aprire le ante, no, pietà!
entrerà quel maledetto uccellaccio
che gracchia nei miei timpani:
"Dio è morto, Dio è morto!"
e torto non ha, torto non ha.
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Bel testo Stefano, complimenti.

il 29/02/2020 alle 09:24

Grazie mille Eriot, sono contento che ti sia piaciuto.

il 29/02/2020 alle 09:44