Pubblicata il 18/02/2020
.Esule a scia il respiro libellula
piccola ampolla ad ali stese
prodiga preghiera novella
e trasecola a mallo di cielo
un intreccio di stormi in volo
sul silenzio devoto del borgo.
.S’affaccia vantandosi a volta
dolce sua fragranza l’aia
ove l’ape solitaria fa la giravolta
e scuote di bulbi un rigagnolo
in girotondo sul precipizio
pronto ad esplodere a nari d’Eolo,
nel fosso l’insondato tramestio
d’indaffarati scavi d’un formichiere
intento ad edificare un forziere.
.Tutto è vorace e induce guadi
d’estatico incanto, teneri fondali
di stupore ch’affiorano in vena,
scialle d’ovattate lacrime leganti
l’anima mia, antica orfana amara.
.Boccioli di variopinti decori formano
un accordo che sa di perdono,
in quell’ombra pozzanghera del terreno
ov’ io ammutolita, inebriata tremo.
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sembra la fattoria degli animali….in più c'è l'incanto e lo stupore del poeta

il 18/02/2020 alle 12:33

Una fattoria di versi vorrai dire! Non c'è nessun poeta in questa poesia! Non sono pochi versi da apprendista, amante della poesia a giustificare la presenza di un poeta! Ciao Arturo!

il 20/02/2020 alle 12:20