Pubblicata il 16/02/2020
.Arranca mestizia in vena, il tempo
demoniaco saltimbanco sfianca,
fa violenza sul punto col volto scoperto
solo per sentirne sfrigolare il parto.
- Aspetta cuore ricuci l’incanto
per poi strapparne via il ricamo -
sembra dire ma dentro c’è un eco in pianto
chi mai potrà mitigare il tormento?
.Una bimba in piedi davanti al mare
indica la tristezza col dito e ha ore
in quel suo pugno così infinito
da far impallidire l’ignoto ch’assale.
.La spensieratezza della bella infanzia
atemporale l’orizzonte distanzia
carosello a ritroso in quel sì folle
che la natura anima e chiama Amore
rimane innocente sotto le parole
e il non detto pur sapendo anela
suo malgrado tregua dal dolore
un dolcissimo mistero da trattenere con cura
ove il rimpianto rintana il suo scheletro.
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l'immagine della bambina sola davanti al mare che si erge baluardo contro il dolore del tempo (inevitabile direi) è potente e mi sembra il cuore di tutta la poesia, che è matura, matura e consapevole, ed emozionante a tratti

il 16/02/2020 alle 17:37

La consapevolezza, la maturità è una ricchezza o specchio d'aridità? Io credo che sia proprio la paura di diventare aridi, la paura di non emozionarci o stupirci più di nulla ad essere la fiamma che ci spinge a scrivere! E' quella bambina che dentro di sé ha un cuore vecchio ad indicarci la verità! L'infanzia ci ricorda che la felicità esiste e la vecchiaia ci ricorda che tutto può finire ma non la ricchezza di tale consapevolezza.Ciao Arturo.

il 16/02/2020 alle 17:48

Credo che la maturità sia proprio non dimenticare il bambino che è in noi, quindi sono d'accordo con te, e scrivere, per noi che lo facciamo è tenere accesa la fiamma...sono con te cara Rosi, ciao

il 16/02/2020 alle 20:57

Un po' ampollosa ma tratti si scorgono belle immagini.Piacere di averti letta e conosciuta

il 17/02/2020 alle 08:27

Bene! Grazie!

il 18/02/2020 alle 09:50