Pubblicata il 09/02/2020
Poker di tristezze m’assale
su rampe di scale esatonali.

immagine gelida,
angolo di porto senza coperte
all’alba di sconfinati inverni.

scoppiano le minuscole ore
sature di vuoto,
ruvidi satelliti immobili nel loro moto antico,
isole senza terra, senza mari, senza madri.

il monotono arpeggio di città fantasma
condisce nostalgia di rivivere luoghi mai visitati.

abbraccio esoterico, e so
che tocco il velo con un rito primordiale.

nella quiescenza del qui ed ora
è tempo di tornare alla nuvola di passaggio,
prima che sia troppo presto per partire.

raggiungo gli angoli più nascosti dell’orizzonte
aperto oggi solo mezza giornata.
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