Pubblicata il 04/02/2020
Non dimentico
i soffici pomeriggi di marzo
e quelli d’ottobre
con lo stesso tiepido sole
a scriver pagine di ricordi
tra le braccia polverose del tempo
che, inesorabilmente, lascia orme
sul sentiero finito
che “loro” chiamano vita.
e chiudo gli occhi
col viso rivolto al cielo…
magie colorate d’abbracci e sorrisi
danzano nella mia mente.
e poi visi, voci e rumori antichi,
tanto lontani nel tempo,
quanto dolci alla memoria.
un brivido mi attraversa,
stilettata a spaccar l’anima in due.
stanze vuote, silenzio, aria gelida.
anche le statue hanno smesso di muoversi
ora che il vento non sussurra più il tuo nome.
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Poeticamente molto valida e gradevole

il 04/02/2020 alle 22:34

Grazie di cuore

il 10/02/2020 alle 08:39