Pubblicata il 04/02/2020
L’orientamento verticale
ci rendeva rigidi
e io avevo
la solita abitudine
di raccontare troppo di me,

del dolore del mondo
annidato sul mio braccio.

fiori appassiti
nelle aiuole dei pensieri
mentre maggio mi consumava
e tu te ne andavi per la strada,

col fare da padrone
e l'indolenza del detenuto.
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Molto bella. Un testo che si lascia leggere più volte senza mai stancare. Strutturalmente, molto attigua alla perfezione, se non fosse per quel doppio "del" al sesto verso e quel "tu te ne" all'undicesimo. opinione personale, ovviamente...

il 04/02/2020 alle 15:38

piaciuta anche a me, bella

il 04/02/2020 alle 16:05

Molto bella e sentita.

il 04/02/2020 alle 19:17

è vero, è troppo carina...

il 04/02/2020 alle 19:34

Molto interessante la chiusa.

il 04/02/2020 alle 19:38

Bella penna la tua, brava!

il 05/02/2020 alle 06:28