Pubblicata il 04/02/2020
-Ove nasce leggerezza il cuore
l’istante emerge e scompare
suono intinto, alba che legge
anima mia, smarrimento il fine
sul limine orgasmico, rantolo calmo.
-A raggiera s’inerpica selva
irrisolta verità d’ombrosa riva
tra stagioni trattenute grappolo
esordio di cento note ancorate
a l’ondeggiare assorto.
-S’attardano a sera incanti centenari
consorelle di messe vespertine
infaticabili peregrine mediatiche
le nubi maestre di memorie
e giù in basso radici striscianti coese
smuovono zolle con orde di stercorari
ad intrecciare echi tra messi solitarie.
-Nudità fragili appaiono presentimenti
vagabondi scossi come salme a dimora
nel letto d’un fiume ribollente, Caronte
increspato a chiave d’ariosa malinconia
sembra scorgerne il margine, l’assoluta follia.
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allora, ho deciso di leggerti ascoltando solo il suono delle parole, mettendo in secondo piano il significato...ha funzionato perché è musica questa tua, e lascia nell'anima una tristezza composta

il 04/02/2020 alle 16:08

Arturo la poesia è musica, la musica la si sente e non la si vuol capire. La poesia come la musica ci legge e nella lettura ci arricchisce. Un caro saluto a te!

il 04/02/2020 alle 16:15

più la leggo e più mi piace....Pasquale Panella che fu il paroliere dell'ultimo Battisti (criticato dai più) scriveva in un modo credo simile al tuo...ciao

il 04/02/2020 alle 22:00

Non conoscevo Pasquale Panella, ti ringrazio per avermelo segnalato, andrò a leggere i suoi testi! Grazie Arturo!

il 05/02/2020 alle 01:36