Pubblicata il 30/01/2020
Indosserò la veste dell’estate
e salirò da te come virginea amante
a cercar carezze nuove e luminosi soli,
sogni imperituri in argentee notti.

sarà per mio diletto o per mia croce
voler ancora sospettar l’amore
nel mio peregrinare in questa vita
sì parca di onestà e generosa di finzione.

quando calerà la sera
e il cielo si tingerà di stupore,
mi coprirò di stelle e di orchidee e tu,
mi verrai incontro come brezza.

saliremo verso monti a nord dell’effimero
dove l’eterno dimora e il caduco
è un clandestino,
dove il timore non esiste e la follia
è una dolce assenza,

per essere lago alpino e fiori riflessi.
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Sentita tanto, tanto! Bravissima!

il 30/01/2020 alle 12:41

Molto bella e poeticamente descrittiva

il 30/01/2020 alle 15:30

buona, ma decisamente da ripulire, in particolare nell'eccessiva aggettivazione, ingenuità tipica...

il 30/01/2020 alle 19:30