Pubblicata il 22/01/2020
pantaloni a campana
e giubbotto di pelle.
capelli lunghi sul collo
sigaretta tra i denti.

due occhi che si amano
o si prendono a pugni.
a vent'anni si godeva la vita
-è per sempre, pensava con ragione...

si schiantò con la moto in un muro
e poi piovve per quasi tre giorni
fu l'estate più corta del mondo...
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Un’altra vita fa non era estate, era primavera e anche lui credeva, a ragione, che lo sarebbe stato per sempre. Forse era proprio cosi perché è andato via cavalcando il suo sogno, padrone assoluto dei suoi vent’anni e della sua amata moto. Bei versi, sempre tea, pur nel loro intimo dolore.

il 22/01/2020 alle 14:31

Lo credo, con quel botto! Brava, complimenti!

il 22/01/2020 alle 14:31

Bella composizione sull'illusione dell'eterna giovinezza

il 22/01/2020 alle 14:39

Come si evince dagli iniziali accenni a capigliatura, abbigliamento e atteggiamenti comportamentali, ad introdurre lo scenario di questa composizione è la tipica figura del giovane ribelle e anticon-formista degli anni Sessanta-Settanta. Nemmeno il tempo di fissare nella nostra mente l’immagine di questi “pantaloni a campana, giubbotto di pelle, lunghi capelli e sigaretta tra i denti”, ed ecco emergere subito con dirompenza un dualismo e un’incompatibilità di fondo, destinati poi a dominare incontrastati nelle successive sezioni del testo e che trovano, appunto, una prima estrinsecazione rappresentativa in quei “due occhi che si amano o si prendono a pugni”, la tipica reazione, vale a di-re, che queste anime libere e selvagge suscitavano in chi li circondava e ne accoglieva con attacca-mento o con odio, stili di vita e modelli comportamentali (basti ricordare il destino dei due hippies protagonisti di uno dei primi e più celebri film sul tema: Easy Rider). Un dualismo e un’irrisolvibilità di fondo, dunque, che si accentuano e definiscono ulteriormente nel prosieguo della poesia. Da una parte, il ragazzo che “a vent'anni si godeva la vita - è per sempre, pensava con ragione”, subito dopo, tuttavia, l’epilogo drammatico che, per certi versi potrebbe in parte configurarsi anche come beffardo e canzonatorio. Ma questa, in realtà, è soltanto la più superficiale, effimera e banale delle apparenze. Non c’è dubbio, infatti, che, seppur ventenne, chiunque conducesse, allora come oggi, un’esistenza improntata a una vita vissuta intensamente e sino all’ultimo respiro, fosse ben consapevole che, al contrario, ogni giorno, ogni momento e ogni istante poteva rivelarsi l’ultimo del loro breve e fulminante percorso, o, meglio, parafrasando un celebre motto d’oltreoceano, che, comunque vada, “oggi è un buon giorno per morire”. Sono due versi in parte decisivi che, sospesi e inconsuetamente rarefatti, introducono alla lettura della strofa finale dove, a mio avviso, risiedono l’intima essenza e il significato più profondo dell’intera composizione Anche se avvenuta secondo tempistiche e dinamiche comuni, la sua morte non è tuttavia una qualunque dipartita. L’Universo, la Natura tutta e la stessa più luminosa e splendente delle stagioni sembrano infatti singhiozzare la prematura scomparsa di questo loro figlio puro e incontaminato. Ed è per questo che, ricorrendo ad una triade struggente ma allo stesso tempo dal sapore inconfondibilmente messianico-redentore, l’autrice ricorda con dolore ma anche con composto raccoglimento, che in quell’infelice e malinco-nico anno si consumò “l’estate più corta del mondo”. L’estate dei vent’anni, di chi non c’è più ma ci sarà sempre, immune alle ferite, le lacerazioni e le devastazioni inesorabili del tempo. E allora, voi che siete rimasti, non versate altre lacrime, non piangete l’eroe colpito sul campo, non cospargete di inutili fiori il suo sacro giaciglio, perché, come insegna l’antica saggezza umana, “muore giovane chi è caro agli Dei”...

il 22/01/2020 alle 15:09

Può essere stata anche la più lunga, la vita non si misura per anni ma per intensità

il 22/01/2020 alle 15:18

...Per dare più corpo alla elucubrazione (quasi) ascetica di Ravachol chiedendo perdono voglio aggiungere alla espressione finale questi versi immortali:Meglio venirci ansante, roseo, molle/ di sudor, come dopo una gioconda/ corsa di gara per salire un colle!/ Meglio venirci con la testa bionda,/ che poi che fredda giacque sul guanciale,/ ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre.../ adagio, per non farti male. - Un abbraccio alla Poetessa, sinceramente...

il 22/01/2020 alle 15:54

giustissimo, amico caro. ma è noto, sovrano incontrastato dei commenti e della critica poetico-letteraria, sei tu!... un abbraccissimo...

il 22/01/2020 alle 16:18

Quanti di noi hanno perso un amico o un parente a causa del maledetto amore per le due ruote (quelle colorate e velocissime)?... Molti di più di quanto non si creda.

il 23/01/2020 alle 00:36

E' proprio un bel lavoro, delineato fortemente con pochi tratti visuali. E quella pioggia che ricorda il pianto degli dei, fa da cappello ad una chiusa di qualità.

il 23/01/2020 alle 10:48

grazie per i commenti sono onorata ... sono una persona semplice (si fa per dire) e emotiva tanto che ieri non riuscivo ad entrare nel sito con il pensiero che avrei dovuto ringraziare tutti uno per uno e magari dire la mia... non ho niente da dire, mi sono commossa rileggendo, dico rileggendo perché penso di averla letta almeno una volta quella poesia di Pascoli ma non la ricordavo... Ravachol mi ha messo al tappeto... Eriot ha quel viso severo che un po' mi incute timore, e si, tutti hanno avuto un amico sfortunato che ci ha lasciato tragicamente... "vent'anni per sempre" è dedicata a Piero... un saluto a tutti

il 23/01/2020 alle 13:43

Eriot ha un viso severo ma un cuore d'oro....bellissima poesia, un saluto.

il 25/01/2020 alle 08:57

si, infatti, lo so... grazie della visita. ciao vincent...

il 25/01/2020 alle 13:25

bene bene... dopo antilirico ed altri... che dire? nulla!!! piaciuta molto :)

il 15/02/2020 alle 14:28

eh, si Ravachol mi ha fatto un regalo che mai mi sarei aspettata... e so' soddisfazioni! Oggi sto bene via grazie anche a te gabry! ciao

il 15/02/2020 alle 14:35

eh, si Ravachol mi ha fatto un regalo che mai mi sarei aspettata... e so' soddisfazioni! Oggi sto bene via grazie anche a te gabry! ciao

il 15/02/2020 alle 14:35

Strani regali, da un criminale! :) Certo che sono Sasha... il mio nome per esteso, e non l'ho mai nascosto, è sasha gabry f. ... se ricordi ho anche un brano che racconta... Sono contento che qui sei seguita, a differenza dell'altra isola! CIAO CIAO

il 16/02/2020 alle 12:27

mah, in realtà sono approdata qui per potermi confrontare con autori che non conosco e di farmi leggere, certo, nell'isola di cui parli ho avuto tante gratificazioni ... qualche delusione ma è così... l'importante è continuare a scrivere con convinzione e passione... ciao sasha gabry f a risentirci qui o là o da qualche altra parte...

il 17/02/2020 alle 13:31

È un Errore che molti giovani commettono... Purtroppo la Vita e L' Inesperienza non concedono Errori... Mi Dispiace infinitamente... Pace all' Anima sua... La Poesia è Bellissima...

il 19/11/2020 alle 16:50

Grazie Marcus, a presto...

il 21/12/2020 alle 14:29