Pubblicata il 05/01/2020
ho visto il tuo sguardo in un cerbiatto
comparso alle 4:00 di notte
il gelo tremava sulla pelle
a farmi compagnia sole le poche stelle
sbiadite dalle luci della città
ho visto il tuo sguardo in un cerbiatto comparso all'improvviso
mi si è consumato il viso
e il respiro affannato s'è fatto
un anonimo mito
nuda nella tossicità
della città in festa
ti ho vista nella grazia di un animale selvaggio
un cerbiatto apparso all'improvviso
a richiamarmi al retto uso
della mia povera carcassa
col freddo addosso
e le mie ossa stanche
ti ho sorriso
ti ho seguito
nel lontano paradiso umano
mi hai portato lontano
tra passi felpati di zampe sopraffine
uno zaffiro senza fine
un diamante che scoppiava ad ogni passo
come mine
finché poi non sei scomparsa
ti ho vista fugace nella nebbia
t'ho seguita
e sei scomparsa
mi hai lasciata sul monte
nel bosco
con alberi in fronte
e terriccio sui fianchi
mi hai lasciata sul ponte
all'improvviso
e ora non so se andare avanti
o provare a cercarti
nella notte che mi dà botte salate
sui sogni mancati di giorno
ho visto il tuo sguardo sul muso
umido
di un cerbiatto
l'ho accarezzato con le mie pupille distanti
ma palpitanti
e sei sparita
ora la mia vita è aperta
una regola facoltativa
una singola essenza
in cerca di coraggio di vita
ora la mia pelle è sparita
e sono viva
confusa
regredita
evoluta
nel mio divenir-animale
molecolarissima
finissimo
sputo
tra l'erba

ho visto il tuo sguardo in un cerbiatto
un battito di ciglia
improvvisato
ho perso il mio lato di coccio:
mi scopro
di nuovo
molle
e sorrido.
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Bella ed acuta, un po' lunga

il 06/01/2020 alle 04:47