Pubblicata il 01/01/2020
E’ scura la sabbia del lido di Latina
a tratti proprio nera.

alle 3 del pomeriggio,
in questo strano Natale primaverile,
il sole è già basso sull’orizzonte,
disegna una scia di fuoco sull’acqua.
si sta bene, non fa freddo.

il promontorio del Circeo
sembra sorgere dalle acque
velato appena dalla foschia.

le mareggiate hanno raggiunto
le strutture degli stabilimenti
alcune ora sembrano le macerie di un conflitto.

grossi tronchi e radici contorte,
bellissime nelle loro forme astratte,
punteggiano la spiaggia,
il legno lisciato e sbiancato dal mare
come il più provetto artigiano non potrebbe ottenere

solo una stretta striscia,
pallido, esiguo residuo delle antiche dune,
tra il mare e le case
tra il mare e le finestre cieche, sbarrate per l’inverno

poca gente sulla spiaggia
passeggia come me, qualcuno da solo
qualcuno con il cane.
un signore prende il sole a torso nudo,
seduto sulla piattaforma di cemento armato
di quello che d’estate è uno stabilimento balneare,
perso nel suo cellulare.
un altro in mare,
cavalca le onde su uno stand up paddle.

cammino godendo il tepore del sole al tramonto
la risacca è un balsamo per il mio spirito
cammino in silenzio
nel giorno di Natale

non voglio tornare a casa.
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Poesia descrittiva di grande impatto, bellissima

il 02/01/2020 alle 09:04