Pubblicata il 20/12/2019
sangue nero

togliti quella giacca di eternit,
amico mio, voglio offrirti una birra.
fischietteremo a qualche tacco
che ritma una marcia funebre,
che farà scacco ai nostri cuori
di cristallo. Dio non brilla
nei buchi neri. Il callo sulla mano
lo ha fatto uscire la penna
più che il sacchetto di cemento.
non mento, non mento mai
alle bugie, lo sai.
so quando ingannarmi, illudermi
che il cielo sia veramente azzurro.
amico mio, siamo soli. Brindiamo
finché la bara non ci bloccherà
le mani e il buio ci tapperà le labbra:
in bocca avremo solo terra.
credevo fossi eterno, invece
sei solo polvere della polvere,
come me. Nel mio sterno
c'è una pompa ad iniezione:
lo lo sai, lo sai!, pigio sempre
sull'acceleratore per sentirmi
vivo in questo cadavere di carta.
scrivo, spirito mio, scrivo
solamente perché l'inchiostro
è sangue nero di poeta,
perché ho un mostro in corpo,
perché Dio non brilla nei buchi neri.
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