Pubblicata il 01/12/2019
Si riempiono le strade di bagliori,
nei giorni del Natale,
col vento teso che da tramontana,
scaccia le nubi e un freddo borëale,
nel cielo terso e lindo di colori,
cirri di filigrana,

intanto suona in chiesa una campana,

dove i fedeli al canto di alleluia,
pregano il loro Cristo,
colui che dai Romani fu malvisto,
mandato in gattabuia,
chiodi alle mani e poi fu notte buia.
maria lo mise al mondo in una grotta,
e lei fu la Madonna
a cui la gente ligia e un po’ bigotta,
crede sia stata vergine da donna.

Ed ecco che la messa è terminata,
andate tutti in pace,
il bel Natale incombe, è già alle porte,
regali su regali si fan scorte,
di cesti dall’aspetto assai vivace,

ma tutto il mondo tace,

la fame di un signore solitario,
vibra note il violino,
due spicci poi gli porgo a sussidiario,
felice lui ringrazia e fa l’inchino.
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Il natale deve essere una festa del cuore non del consumismo.. Bella la tua ed acuta

il 02/12/2019 alle 07:59

Intensa, piacevole lettura. Un saluto

il 02/12/2019 alle 12:23

Forse sbaglio nella interpretazione e se sbaglio scusami. ma tu non approvi il natale?

il 04/12/2019 alle 23:06

Eclisse, il Natale fa parte della comunità in cui viviamo da sempre, quindi non ho nulla contro, nellla poesia tendenzialmente descrivo le sue giornate con alcune contrapposizioni.

il 05/12/2019 alle 08:47