Pubblicata il 25/11/2019
O tu
feconda
d'ingegnose menti,
città celeste,
dell'Aurora
vigil nocchiero
per cui
l'agil prora
dei tuoi legni
sfidò le turbinose acque,
e Regina in mare
serenissima
ed in terra
regina eri e potente:
sì che il Turco
frenasti dirompente,
e all'italico accento
la chiarissima
porta d'Oriente apristi
ed il costume
di quelle genti
e l'arte e la saggezza.
ahi!
della tua
remota floridezza
ti nutre il pianto:
ed or denso bitume
le arterie intasa
e veleno propina
alle radici
del dorato tempio;
e l'onda
il mar ti lancia
e ti fa sciempio,
e ti sferza e t'insidia,
o sua regina!
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