Pubblicata il 13/11/2019
Son stata indifferente al male quando mi scosse davanti al precipizio
vidi il suolo limpido scurirsi in un nero famelico che ingurgitava tutto lo sciibile

eppure sul mio volto non si marcò un solco

son stata indifferente al vento quando mi tirò a sè fino al supplizio
ebbi il collo languido, il mio ingrigirmi in sole limpido svaniva in tutto il sensibile

eppure sul mio volto non si marcò un solco

son stata indifferente ma non mi pento perché ho volato sopra il dolore come un rapace vorace
ho corso per piani
con passo veloce
ho perso parole ma
ho ancora una voce
la mia
la sua
o forse la loro

di certo
la nostra.
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