Pubblicata il 21/10/2019
"Sgorga
il purpureo sangue,
dall'immacolato collo
di un'ignota regina,
su un bianco bocciolo
vien versato,
come vino di fuoco
in una curva coppa,
dal manto d'oro."
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In ogni verso un aggettivo (o quasi…)?... Decisamente troppi per una breve composizione. Riesco ad intravedere la bellezza del testo, se alleggerito! Ciao!

il 22/10/2019 alle 12:46

mi allineo incondizionatamente a guga. prerogativa di molti autori di questo sito è l'uso smodato, sfrenato, incontrollato e, direi, quasi isterico.paranoico, delle aggettivazioni, quasi come fossero una condizione imprescindibile e caratterizzante del testo poetico stesso. in realtà, come ormai da tempo acclarato dalla critica poetica e letteraria, si tratta dell'ingenuità e della prevedibilità tipica degli autori ancora in fasce. oggi l'adagio è: chi adopera troppi aggettivi, ha poco da dire. senza tralasciare che sovente si ricorre agli aggettivi quasi come una via di fuga da una ricerca espressiva altrimenti ben più complessa e impegnativa...

il 22/10/2019 alle 18:02

Finalmente delle critiche!ahaha Vedi Ravachol forse hai ragione nel dire che sono un autore ancora in fasce, alla fin fine scrivo da relativamente poco(ho 18 anni). Ma vorrei dire un'altra cosa: generalmente scrivo poesia perché vorrei descrivere delle immagini che mi si presentano alla mente, in modo non banale, col desiderio di trasmettere delle Emozioni, della Bellezza agli altri. Sarà un obiettivo ancora un po' arduo per me evidentemente. Ma non solo questo, se hai dato un'occhiata al resto delle mie "opere" potrei notare anche altri generi, come "Poeti abbandonati"; smentisco quindi le tue ultime righe, per quanto mi riguarda. Inoltre se ho da dire qualcosa preferiscono altri canali di comunicazione come il mio blog e podcast. Se avete altre critiche sono comunque ben accette. Avete dei consigli più precisi per quanto riguarda questa poesia in particolare? Più che altro perché mi sarebbe piaciuto pubblicare un raccolta di queste mie opere e desidererei che siano all'altezza di un libro, non banale e superficiale(certo, non pretendo di raggiungere subito chissà quali livelli) ,come di un poeta "da Instagram", se ci siamo capiti.

il 22/10/2019 alle 21:21

che dirti. hai tutte le prerogative: stoffa, animo e tempo. devi soltanto iniziare a liberarti delle cariatidi che ti insegnano al liceo e passare ad autori contemporanei. Pellegatta, Davidovics, Elisa Biagini, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis e tanti altri che puoi trovare navigando semplicemente on line. saluti

il 23/10/2019 alle 16:27

Senza dimenticare però la grande lezione stilistica dei "mostri sacri" Ungaretti, Montale, Quasimodo in testa: passato e presente della Poesia contemporanea italiana contribuiscono alla nascita e alla crescita dei nuovi poeti, più che ammirevoli se, come te, diciottenni! (Seti va, dai una scorsa ai miei ERRORI GIOVANILI: ho scritto molti di quei testi prima dei 18 anni ed avevo già imparato i fondamentali della poesia moderna. Ciao e scusa la presunzione.

il 02/11/2019 alle 01:08