Pubblicata il 06/10/2019
Madre presunta, Sorella fittizia,
se mai nutri speranza
di dare conforto
al Mio infinito dolore
bacia le mie ginocchia e sciogli
le loro congiunture,
asciuga il mio petto
e raccogline i grumi.

Sorella Madre,
specchio dei Tempi,
non sei Fortuna e giochi
su montagne di mosche
il mio percorso prestabilito
ed i tuoi cavalli
bardati a pompa
svoltano l'angolo
e s'allungano sul viale
come Ombre della sera,
come Efebi sulle Balze.

Uteri maciullati,
cuori d'ardesia,
raccoglietemi sul fiume
et
"attendite et videte
si est dolor
sicut dolor meus".

Infine la vampa.
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eccellente...

il 06/10/2019 alle 18:17

Pur se profondamente bella.... trasmette tutta la tua tristezza.....

il 06/10/2019 alle 18:49

Estremamente forte e coinvolgente.

il 06/10/2019 alle 20:55

Un maglio di dolore, che lascia senza fiato.

il 06/10/2019 alle 22:06

Il passaggio al latino mette i brividi: una trasfigurazione della poesia, un ritorno al passato (che non esiste), l'apparizione di un drago dalle fauci di fuoco...e s'intravede il calderone dell'Inferno.

il 07/10/2019 alle 07:01