Pubblicata il 01/10/2019
Di tutti gli anni, di tutti i secoli e i millenni nei quali sarei potuto venire al mondo, certo è alquanto strano che io sia nato a cavallo tra il Ventesimo e il Ventunesimo secolo dopo Cristo, nel preciso tempo in cui si sarebbe concretizzata la rivoluzione informatica.

immaginate Dante cosa pensava della realtà virtuale, forse la immaginava? Oppure del cinema, forse neanche se lo sognava.

perchè proprio la mia, quella che vedo e sento, potrebbe essere una realtà virtuale e il fatto che sia nato in quest'epoca potrebbe significare che tutte le altre epoche non siano mai esistite nè nel tempo nè nello spazio. Mi sembra plausibile. In un luogo-non luogo esiste qualcosa di simile ad un cervello che, stimolato e collegato con qualche strumento riesce a ricreare una realtà virtuale, quella che vedo e sento.

quindi, il tempo e lo spazio, le epoche e la storia, il futuro che immaginiamo, non esistono, non esiste niente di niente. In quale luogo si potrebbe trovare il cervello in questione? Un luogo con uno spazio e un tempo? Oppure in un limbo creato da qualche specie aliena? Questa mia scrittura potrebbe essere una prova del fatto che io abbia compreso tutto; sarebbe da considerarsi un inganno? Peggio...un inganno all'ennesima potenza.

forse, un esperimento.
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Non sei nuovo a questi dilemmi tra l'esistenziale e il gnoseologico. Chi può affermare o negare ciò che tu ipotizzi? Nessuno. Dall'interno di un sistema organizzato e chiuso non si può inferire, matematicamente parlando, nulla di concreto su di un eventuale sopra sistema. Quindi, amen.

il 01/10/2019 alle 20:25

Un po' di fissa ce l'ho però poi mi distraggo e la vita (virtuale) continua. Grazie per aver espresso il tuo punto di vista, sempre imparziale e diretto...da matematico (è sempre un valore aggiunto).

il 02/10/2019 alle 07:55