Pubblicata il 28/09/2019
Seduta sullo scoglio
leggevo ad alta voce
baricco- oceano mare-
il faro di San Vito
mi stava ad ascoltare.

bastava poco, a me,
per viaggiare di diporto,
non avendo zainetto,
non avendo passaporto.

il pensiero era una vela
che sfidava la bonaccia,
la mia mente come piuma
volteggiava, vento in faccia.

il vento del mare
il solo che parlasse
un linguaggio non banale,
con effetto sedativo
su di me che lo sentivo.

il faro ciclope
col suo occhio di luce
dileguava ogni ombra
anche quando ella seduce.

come velo sopra gli occhi
non nasconde pienamente
ciò che trema in fondo al cuore
quel che passa per la mente.

lucentezza di ametista
di opale, di turchese,
ciò che arde in cuor d’artista
altri, ignaro, mai comprese.
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Bellissima poesia...di quelle che oggi sono in pochi a scrivere.....brava.

il 28/09/2019 alle 10:23

Mi é piaciuta, belle le variazioni sulle rime a volte alternate altre volte baciate.

il 28/09/2019 alle 10:35

Grazie Gabriela, qualche volta mi vengono fuori così!

il 28/09/2019 alle 16:09

Aug, ti ringrazio, sono contenta che la poesia ti sia piaciuta.

il 28/09/2019 alle 16:12

Originalissima

il 29/09/2019 alle 06:48

Grazie Ginni, buona domenica.

il 29/09/2019 alle 08:19

Brava, come sempre...ma le rime imbrigliano la tua grande fantasia lessicale.

il 05/10/2019 alle 12:24

Marco, c'è chi le ama e c'è chi le odia... io le uso raramente quando cioè mi vengono spontanee, come in questo caso. grazie Marco.

il 05/10/2019 alle 13:25