Pubblicata il 27/09/2019
Sento il refolo che viene dal mare,
oggi quattro di Luglio,
seduto qui davanti ai miei cancelli,
il treno stride e intorno un gran subbuglio,
m’invita a ricordare,
i tempi ormai passati, gli anni belli,

d’estate erano biondi anche i capelli.

Ciarlano i miei vicini di giornata,
ma non li sto a sentire,
com’eran belle quelle mille lire,
con cui presi un gelato alla mia amata,
una rosa sbocciata,
di colpo all’improvviso il suo profumo,
m’inebria come questo venticello;
un odore di fumo,
dal treno borbottando fa un anello.

Si spegne ora il ricordo,” Pronto, pronto,
son Mario, ma mi stai ad ascoltare?”
Mario con me vien sempre qui ai cancelli,
lucenti di corallo ha gli occhi belli,
non ha nulla da fare,
ma siamo vecchi per andare al mare.

S’allungano le ombre, il cielo è scuro,
una luna abbagliante,
mi dice che un filino di futuro,
ancora mi è rimasto agonizzante.
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Bella ed amara

il 28/09/2019 alle 05:24

Un gentile trasporto nella memoria.

il 28/09/2019 alle 09:16