Pubblicata il 26/09/2019
Adagia pure, adesso,
le tue braccia lungo il corpo
e riposa.

La mente vola verso l'infinito.

Nell'ultimo tuo
consapevole volo
non più catene
ma Vita.
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...Ogni mattina Madama Ipocrisia si alza ed esce per le strade ad accompagnare i passi degli esseri "umani"...i vescovi insorgono contro il suicidio assistito...il Salvini, quello che va in giro per l'Italia (sigh!!), riempie lo schermo e si associa...i medici, per paura, pretendono che la Magistratura avalli la richiesta del paziente...ricordo a tutti che un certo Wojtyla, invocava sul letto di morte di lasciarlo stare e di farlo morire in pace ed in fretta...ovviamente ci sarà sicuramente qualcuno che scriverà che quest'ultima sia una bufala...; auguri a tutti...

il 26/09/2019 alle 19:06

i vescovi dovrebbero occuparsi di ciò che accade sotto i loro altari, considerato il gran numero di casi molto gravi consumati anche grazie alla loro benedizione. Ogni essere umano deve essere libero di non soffrire e non sentirsi, per questo, pure colpevole. Solo chi ci è passato sa cosa significhi dover affrontare un nuovo, lungo ed estenuante giorno di dolore e sofferenza.

il 26/09/2019 alle 19:21

Nell'ultimo volo forse la vita, forse il nulla. Ma è così importante questo distinguo?

il 26/09/2019 alle 19:51

credo di no, Ancient. E' un ciclo che fa parte della stessa esistenza, dopotutto, forse nemmeno il peggiore.

il 26/09/2019 alle 20:04

Io vi ammiro per la vostra sicurezza ma io ho tanti dubbi e paura. Per me la morte fa paura, non posso farci niente, ho paura di soffrire troppo, ho paura di non essere più niente

il 27/09/2019 alle 05:19

Molto bella questa "Fine vita" che porgi con una dolcezza coerente all'argomento. La penso (da sempre) come te e provo orrore e davanti certe manifestazioni di crudele insensibilità, ma non mi meraviglio più di tanto. Chi fonda la giustificazione del proprio operare sulla sofferenza altrui, non per alleviarla, ma per sfruttarla, teme che qualcosa o qualcuno limiti tale sofferenza.

il 27/09/2019 alle 08:33

Se mi consenti, Genziana, vorrei aggiungere una considerazione al commento dell'amica Ginni. Tu dici "ho paura di soffrire troppo...", credo che tutti noi si abbia la stessa paura. Ma il punto è che c'è chi pretende che questa sofferenza non possa essere interrotta, anche quando essa è destinata ad accompagnarci senza remissione. Quindi non si tratta di "avere sicurezza" si tratta di non voler subire, per legge, le "sicurezze" di altri...

il 27/09/2019 alle 08:44

concordo pienamente col tuo sentire, Eriot, e faccio mia la tua risposta a Ginni.

il 27/09/2019 alle 09:40

Qualche anno fa, un mio amico colpito da tumore. lo sentii supplicare i dottori ad aiutarlo a morire per quanto atroce era la sua sofferenza. Ovviamente la sua richiesta allora rimase inascoltata. Dopo pochissimi giorni si lasciò cadere, dal sesto piano, nella tromba delle scale dell'ospedale. Una fine orrenda, coraggiosa e certamente voluta. Ben venga questa legge, anche se arrivata per molti con troppo ritardo. Brava Genziana, leggerti è sempre un piacere. Ciao

il 27/09/2019 alle 10:27

Una auspicabile Legge sul fine vita non sarebbe esente da eventuali abusi o soprusi perchè ogni caso è a sè (ci potrebbe essere l'interesse concomitante di terze persone). La Corte Costizionale ha evidenziato un passaggio determinante, la non distinzione tra dolore fisico o psicologico. Tutti e due hanno parità di diritto e di liberazione. Ogni richiesta dovrebbe essere valutata come si fa in un processo di beatificazione canonico (certo non con i suoi tempi ma con i suoi metodi) perchè ogni sosofferente è Santo, in questo caso Martire.

il 27/09/2019 alle 11:16

testimonianza terribile, la tua, Vittorio. Vero, Ancient, ogni caso dovrebbe essere valutato al fine di riconoscerne, per quanto possibile, la reale portata e l'effettiva mancanza di una ragionevole alternativa.

il 27/09/2019 alle 11:41

Belle parole, brevi e sincere, molto apprezzate.

il 01/10/2019 alle 07:45

Grazie Nadia

il 01/10/2019 alle 10:17

Ogni giorno in più ,per me (84enne) è un giorno regalato....attendo la fine con serenità e cerco di preparare i miei figli a questo distacco ,pregando loro di non prolungare assolutamente la mia agonia attraverso ultimi ritrovati che avvantaggiano soltanto case farmaceutiche...... sono pienamente d'accordo per l'eutanasia voluta fortemente ed esclusivamente dal paziente stesso.....

il 01/11/2019 alle 14:16

Brava Gabriela, condivido in pieno. Anche io sto cercando di far passare ai miei figli un concetto non drammatico del distacco, una visione quanto più possibile naturale e serena di quello che serve considerarlo solo un passaggio a cui nessuno può sottrarsi.

il 02/11/2019 alle 09:49