Pubblicata il 26/09/2019
Seduto su di una panchina godo del sole caldo pomeridiano di una limpida giornata invernale.
un bambino dalle guance rosse e paffute passa correndo davanti a me rincorrendo un Super Santos.
la fronte imperlata di sudore ... la risata cristallina ...
più in là un distinto signore, evidentemente il nonno, lo segue con sguardo benevolo e attento ... un abbozzo di sorriso gli illumina il viso.
una scena di vita semplice ...
ho bisogno di questa serena semplicità che rasserena il cuore e la mente.
troppo correre dietro a mille affanni ha corrotto i pensieri facendo perdere il baricentro della vita.
quando è successo?!?
È come essere in mare in una notte di nuvole dense senza bussola ... alla deriva ...
il mare mosso e le correnti che ti portano via ... dai tuoi desideri … dalla vita che ami ... portandoti … altrove!
arrivi a mattina che hai raggiunto spiagge sconosciute, inattese, panorami non voluti … fuori dalle tue rotte!
gli occhi ancora appiccicati dall'umido della notte si aprono a fatica, stanchi di ritrovarsi dove non hanno voluto ...
ti stiracchi annoiato, sbadigli e cerchi qualcosa da mettere sotto i denti ...
un nuovo giorno, un nuovo incidente di vita involontario ...
noiosamente vivi questa nuova giornata capitata addosso ...
i pensieri mi hanno portato lontano ...
il bambino piange ...
e’ caduto e si è sbucciato un ginocchio …
il nonno per consolarlo lo accompagna a prendere un gelato ... ed io?
lì con le mie navi in testa ... i miei orizzonti inattesi ... la mia vita accaduta contro la mia volontà e l'impotenza di esistere ...
mi alzo...
mi guardo intorno ...
domani tornerò a questa panchina e rifletterò sulla mia vita trovando la maniera per viverla ...
se mi riesce ...
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