Pubblicata il 27/08/2019
aprii la porta
togliendo il chiavistello
e girai la chiave
per poi richiuderla energicamente
alle mie spalle
e attratto andai verso quelle ombre
che sulle scale facevano da capolino,

una volta giunto fuori dallo stabile
rimasi stupito
nel vedere in giro così poche persone:

un edicolante esausto intento ad abbassare
la saracinesca

un bimbo stretto alla madre a lanciare in aria
tardivamente i coriandoli

e un mendicante seduto sopra uno sgabello
di fortuna.

quest'ultimo
viveva d'affitti stellati,di brandelli di strada
e di cianfrusaglie di dubbia provenienza

e con il cappello rabberciato e un filo d'erba
in bocca
faceva pazientemente la sua elemosina.

c'erano poi le vetrine in allestimento
con i loro manichini nudi
pronti ad animarsi all’intermittenza dei lampioni.

dopo qualche ora
i semafori si ridussero ad un solo colore,

mentre nella piazza vicino alla stazione
sentivo qualche ubriaco latrare
e dirigere i propri calci ai cestini dei rifiuti;

di lì la polizia di tanto in tanto passava
a raccogliere le prostitute
e impedire agli spacciatori
le loro malefatte.

pensai nel frattempo:

che l’edicolante sarà rincasato,
il bimbo
sognerà ancora altri coriandoli da lanciare
e il mendicante
starà ad augurarsi semplicemente
di superare un'altra notte
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