Pubblicata il 10/08/2019
Scoprì di esistere
al momento dell'impatto.

Prima
era solo un fluire di pensieri
un miscuglio di colori
un tiepido pulsare.

Non voltarti
non fermare la tua corsa
verso il mare.

La solitudine di una stella
non ha ali di ritorno.
Ma sfoggia, morendo,
la sua luce più bella.
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...Questa è la Genziana che voglio leggere...nella sua luce più bella...

il 10/08/2019 alle 23:54

Anche le poesie vivono di vita propria...questa sembra essere nata dall'incontro tra cielo e mare.

il 11/08/2019 alle 08:12

Bella, splende come Sirio! Complimenti

il 11/08/2019 alle 12:26

Grazie, contenta che sia apprezzata.

il 11/08/2019 alle 12:40

bellissima, congratulazioni...

il 11/08/2019 alle 16:06

grazie Rav

il 11/08/2019 alle 17:09

Non casualmente è seguita una tua poesia sul volo dei gabbiani. Storie di tracciati, rotte, geometrie celesti, destinazioni che portano e riconducono ad un ultimo volo. Una poesia che sa di presagio, forse ispirata da una Velta ed una Urcla compassionnevoli. Sacerdotessa, hai incora da imparare molte cose sul sentiero del ginepro ma la tua sensibilità è già salita su quelle stelle che governano ciò che sta al di sotto.

il 27/08/2019 alle 21:16

Grazie ancient

il 27/08/2019 alle 21:29