Pubblicata il 09/08/2019
Sono un verso caduco,
un verso tra i miei versi,
il verso libero del poeta ignoto
lungo il viale scosceso,
ordito di lunghe ombre d'alberi dipinti
sul calare del giorno,
l'unico verso che vola sulle chiome
e se ne fa ali, di due foglie,
che nel silenzio sgorga dal cuore,
come sabbia d'argento tra le mani.
un verso goffo, disincantato,
che respira solitudine accanto alla finestra semichiusa,
e sopravvive ​all'eterno volteggiare di uomini infelici,
colmi di tutto, paghi di niente.
l'arsura mai mi riduca pietra,
e sotto il distillare del cielo
rimarrò in eterno.

(Thea Matera)
  • Attualmente 3.25/5 meriti.
3,3/5 meriti (4 voti)

interessante, ma da limare… una dozzina di aggettivi in 17 versi… un macigno...

il 09/08/2019 alle 13:54

Sì, puoi migliorare, ma non è necessario.

il 09/08/2019 alle 16:00