Pubblicata il 30/07/2019
Frase divina,
archetipo d’amore
e speranza:
“Io ti perdono”.
Ma anche ostica e dura,
a cambiare oggetto
di tanta cristiana pietà.
Da tempo infinito
io tento
di mettere un “mi”
al posto del “ti”,
ma tu sempre sfuggi.
A volte ti attardi
e mi fai sperare
ma, inesorabile,
poi mostri diniego.
Tra le mie mani
scorrono i resti
di sabbia del tempo,
lasciami fare
quel piccolo scambio
per riposare, sereno,
tra le tue braccia.
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Non possiamo essere troppo duri con noi stessi, specie se abbiamo pagato un prezzo più o meno alto per i nostri errori.

il 30/07/2019 alle 19:28

Sottoscrivo il tuo commento parola per parola, ma...

il 30/07/2019 alle 21:54

Purtroppo, anche il perdono è una invenzione filosofica o religiosa e non sortisce alcun effetto sui fatti. Ciò che è accaduto è ormai immodificabile in quanto il Tempo non può tornare indietro e la sequenza di cause ed effetti che è stata generata è irrefrenabile.

il 30/07/2019 alle 22:40

Grazie Azar. Che non sortisca alcun effetto sui fatti passati non ci piove, ma, secondo me, ha, o può avere, una fortissima influenza sui comportamenti futuri. Comunque, a parte fatti e comportamenti, dare o ricevere perdono, attiene a una sfera intima e psicologica (lasciamo stare l'aspetto della fede e tutto ciò che vi è connesso) che ha un enorme peso sul nostro vivere.

il 31/07/2019 alle 07:41

Credo che nel momento in cui agiamo nella consapevolezza che comunque tutto si rivelerà inutile (e quell'agire sarà connotato da una compulsione irrefrenabile), in quell'istante perdoniamo e, sopratutto, veniamo perdonati. Il prezzo per la succesiva quiete è indubbiamente altissimo.

il 02/09/2019 alle 19:43

Grazie ancient. Spero tu abbia ragione e il prezzo resta altissimo.

il 06/09/2019 alle 11:07