Pubblicata il 19/07/2019
Per un abbraccio
dato nel tempo della sera
per un irripetibile
morso furtivo
scambiato nella notte
scalerò i fianchi
delle terre di Siena
che s'allungano per centinaia
di bracci fiorentini
e mi lascerò alle spalle
i passetti che solcano
gli acquitrini di Maremma.
Divorerò i moggi napoletani
ed infine approderò
assetato a quelle canne
che tuo nonno sapeva
suddivise in otto palmi,
ripartiti in dodici once
di cinque minuti ciascuna,
e salterò l'alta pertica
ed i suoi sette palmi
che fanno un passo
e dieci ne generano una catena
che s'approssima al miglio.

Lasciami una minestra
di pan grattato sulla soglia
ed una foglietta di vino
sul davanzale di cucina
e sul tuo seno candido scriverò
con l'aiuto di mille tòmoli
imbevuti di sangue selvaggio
una parola di cinque lettere
che nutrirà per sempre
la tua pelle di seta
e scorrerà come rosso inchiostro
nel tuo petto di madreperla.

Infine prosciugherò
con tutto il fiato che rimane
ogni gurna d'acqua paccia
sui tuoi passi di domani.

Ti feci un'antica promessa,
la manterrò.
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La tua scrittura ha il fascino insolito di un profumo sottile, penetrante, dolce. Non ci sono elementi di disturbo, è sempre un prendere per mano il lettore e condurlo in un'alcova ai confini dell'anima. E' vero che, spesso, la lettura, di primo acchito, risulta poco decifrabile, ma è solo un'impressione che presto svanisce, perchè nel suo nucleo è tenera, scritta da un'anima che non ha mai cattive intenzioni, un'anima amica...stavolta ho imparato che l'acqua paccia è il vino di Cirò in Calabria, forse il più antico del mondo...il dio Dioniso, iniziatore dell'eternità (ma questo è venuto dopo, quando i Greci si impadronirono di quelle contrade).

il 20/07/2019 alle 07:08

Che meravigliose immagini!

il 20/07/2019 alle 07:36

Condivido in toto quanto scritto da Vincent. Di questo tuo lavoro, in particolare, mi colpisce l'avvicinamento parcellizzato, metrico, all'oggetto cui tendi, con antiche unità che scandiscono la fase di accostamento. Poi il ritmo cambia, si apre una pianura di sogno e di promessa, che non ha più senso misurare, tanto è ampia e senza confini. Un lavoro pregevole.

il 20/07/2019 alle 08:34

Ancient measurements units, questo era il titolo originale che ho cambiato per congruità con le antiche misure italiche. E' rimasto solo Ancient, nella firma in calce. Grazie per l'apprezzamento..

il 20/07/2019 alle 10:00

condivido anche io il contenuto del primo commento. Sai affiancare, all'intensità di quanto esprimi, una delicatezza che affascina. Quell'antica promessa racchiude tutto il mistero e la bellezza di un qualcosa di molto forte e voluto, che non conosce limiti di tempo nè distanza. Quel "per sempre" è amore puro.

il 20/07/2019 alle 10:08

Ti parlerò della mezza canna che era incisa sul telaio di mia madre, quando la notte tesseva fasce di lino, per avvolgere i miei sogni di adulta e i miei teneri ginocchi di bambina, perché venissero dritte come giunchi. Grazie Ancient, ecco la mia emozione, non sono brava a fare l'analisi critica del testo come fanno egregiamente tanti tuoi estimatori.

il 21/07/2019 alle 15:37

L'importante Marinellianna è trasmettere emozioni, quando ci si riesce è gratificante. Grazie

il 21/07/2019 alle 16:23