Pubblicata il 16/07/2019
Amabili donzelle, gentili lor signori
vi ho qui radunati ai bordi della stanza,
offro cibi e bevande e un filo di arroganza,
decanto le mie gesta come i più bravi attori.

e voi che imbambolati, mi state ad ascoltare
nel vostro bel silenzio, rimbomba la mia voce,
mi lagno e mi lamento di cavalcar la croce,
lucente e rutilante nel denso divagare.

oh come sono bello, oh come mi compiaccio
e sono specialista nel raccontar patacche
propongo versi arditi, recitandòli a braccio
fischiando vi raggiro, le mani ho nelle tasche.

son qui a disposizione, sono il vostro Sovrano
pontifico consigli a voi che mi adorate,
dal sole vi proteggo nel rosso melograno,
di colpo all’improvviso però mi abbandonate,

lasciandomi qui solo, chiuso nelle vetrate
con le parole vuote che vagan per la stanza
e annientano l’aureola della mia tracotanza.

note: ripropongo "Il Sovrano"
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