Pubblicata il 11/07/2019
-Dove vanno le attese ?
-Dove riconoscere l’utero
se non nell’assenza della mancanza?
-Quale prepuzio al quale oggettivarsi?
-Culla la luna fino a l’orgasmo
eiacula levità inebrianti, spasmi
d’autentica animalità felina
strazia riti condivisi e conviviali
quella foga trattenuta al pianto
l’effluvio divino trasceso in altare
ha sul pulpito un glande d’amore
fatuo come l’inganno di vita
effimero richiamo immortale
compagno disperato d’ombra
inascoltato tiranno d’anime.
-E tutti voi a benedirgli il fiato
tutti a leccargli il gelo
fino a procrear parole.

noi, che non ci contentiamo di parole, acconsentiamo a scomparire.
albert Caraco, da Breviario del Caos
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i tuoi testi sono molto particolari...a suo tempo me la persi, o l'ho letta senza capirla, vivevo anche una situazione personale grave...la rileggo ora e ne apprezzo la profondità, ne scorgo tutta l'amarezza….

il 20/01/2020 alle 12:01

Gentile Arturo! Non si deve rammaricare di nulla poiché è la poesia che ci legge e noi possiamo accoglierla o meno...

il 04/02/2020 alle 11:39