Pubblicata il 10/07/2019
Estate piena estate, ormai d’agosto
la sabbia brucia, i piedi vanno arrosto
e sotto l’ombrellone un po’ m’abbraccia
il venticello lieve, vien dal mare,
chiudendo gli occhi lo sto a respirare
ma poi si cheta e arriva la bonaccia.

allor mi fiondo verso la mia riva,
una donzella in petto fa la diva
e tutti quanti in fila, gli occhi a palla
la bava, un’espressione maniacale
dell’uomo tronfio con l’addominale,
risucchio poi la pancia ma traballa.

scanso la folla e faccio una nuotata,
lasciando ad altri sguardi la mia fata,
il mare a specchio, piatto e fluorescente,
rimiro stupefatto il bel fondale,
di fianco appare un sarago reale,
lui nuota assai elegante nel suo ambiente.

rientro poi affannato in postazione,
ci sono le cugine al solleone
qualcuna parla, un’altra sta a mangiare,
susine, angurie, fichi di giornata,
la crema a protezione va spalmata
per evitar la fronte di bruciare.

estate, estate piena, siam d’agosto,
alcuni nuvoloni han preso posto,
nell’aria dei rumori, sta a tuonare,
un cielo nero scuro all’improvviso,
dei goccioloni incrociano il tuo viso
che afferro la tua mano per scappare.
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Mi hai risvegliato le estati di gioventù al mare... con questa bella e fresca poesia.

il 10/07/2019 alle 18:19

ecco cosa vuol dire andare al mare...fare tutto quello che hai fatto tu e poi farne anche poesia. piaciuta

il 12/07/2019 alle 15:25