Pubblicata il 02/07/2019
Sorrisi di terracotta
smaltati come piatti di fine fattura
Arie di giorni invadenti
cantate con leggerezza.
Trenta giugno mi disilludi di vita.
San Paolo ha liberato la serpe
dal groviglio della sua cova
La guardo, si muove e striscia verso di me.
È bianca
la sua lingua sibila di sdoppiati egoismi. Io non ho paura.
i suoi occhi vitrei mi fissano. Io non ho paura.
mi assalirebbe se non fosse che,
di colpo
le falcio la testa con la sfera di una penna nera.
io non ho paura.
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mi suscita reminiscenze relative alla metafora del pastore e il serpente in "così parlò Zarathustra", seppur in un contesto più propriamente giudaico-cristiano… piaciuta...

il 02/07/2019 alle 20:00

La vita ti lusinga a volte ma queste lusinghe sono inganni, insidie per chi non ha ben chiaro ciò che desidera. Staccare la testa di una vipera a morsi mi fa ribrezzo al solo pensarci...falciarla col mio acume, con la mia intelligenza, con la sfera della mia penna nera...mi suona meglio. La vita va accettata con intelligenza e affrontata con coraggio. Grazie tante per il tuo commento Ravachol! Ciao

il 02/07/2019 alle 23:09

Mi sono riletta è quello che ho scritto mi sembra un disco che si sia incantato! Ahahah!! Comunque Zaratustra ci sta, ci sta. Ciao ancora!

il 02/07/2019 alle 23:13

Refuso e

il 02/07/2019 alle 23:13

Nelle tue poesie traspare tutta la tua energia. Ciao Manu

il 04/07/2019 alle 21:04

Ciao France! Grazie! Buona domenica!

il 07/07/2019 alle 11:59