Pubblicata il 29/06/2019
solitudine

notte che sogni,
notte che vai,
notte che sussulti,
notte che in lai
contorti le sorti
urla il tuono
al mare increspato …
come il fiato
di una donna
ansimante
la brezza
mi accarezza
l’orecchio
e lo specchio
mi mostra
la parte più bella
di me: la sagoma buia
di un sogno oscuro.
e caparbio e duro
con penna e carta
provo a contenere
fra due lettere
il cielo inferocito,
fra due versi
l’infinito andare
di questo tempo
convesso,
e in una poesia
me stesso.
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