Pubblicata il 18/06/2019
Quando per la prima volta
volli specchiarmi nei tuoi occhi
che ancora non conoscevo
allora chiusi i miei
ed al risveglio pronunciai
sulle tue nude spalle
il tuo primo nome,
"Isha".

Da allora sorsero e calarono
nuove lune e vecchi soli
e nella ragnatela del Cielo,
in nuovissimi Oceani di latte
le Costellazioni s'inoltrarono
sino alle ginocchia
come mangrovie di palude.
Allora pronunciai
sul tuo collo snello
il tuo secondo nome,
"Chayah"

Dopo, anche i cristalli di sale
si sciolsero nell'assenso
e resero fertile il deserto
ed una nuova via,
quella della seta,
s'inoltrò nel Gobi.
In quel tempo
ti ritrovai seduta
sotto una porta d'oro
ed i tuoi occhi erano schiariti.
Fu così che pronunciai
il tuo terzo nome,
"Tre gocce d'acqua verde blu".

Oggi siamo qui,
davanti a questo mare,
luminoso e brillante.
Vivo della tua forza,
diventata poesia e carezza.
Sei latte caldo, dolce,
che chiede di passare
per questo nulla
per darsi al mondo.
Le foglie nuove dell’eucalipto
fremono nella danza perenne
che l'attimo, in questo gratuito
assolato pomeriggio ci regala.

In questo istante ti chiamo
con il mio nome,
tu mi rispondi.
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Caro Ancient, i tuoi lavori sono difficili da commentare, perché spesso poggiano su un impianto storico/antropologico di cui è arduo cogliere il senso intimo. Per questo non mi addentrerò sugli echi biblici e orientali di questo tuo lavoro, sia perché non ne ho bastante competenza sia perché non lo riterrei comunque opportuno. Desiderò però esprimere ciò che io ricevo da questo tuo scritto che mi conduce in una ricerca, temporalmente indefinita, di sè. I nomi indicati così diversi per semantica e origine, hanno in comune qualcosa che già esiste dentro di te e, quando ti scopri, essi sono presenti con pari dignità e vigore, col loro carico di simbologia, senza essere vuote icone. Un lavoro di grande qualità, complimenti.

il 18/06/2019 alle 13:47

Grazie Eriot, sempre gentile, presente e profondo.

il 18/06/2019 alle 14:50

un percorso sicuramente prezioso, rivelatore, proficuo. E' qualcosa e qualcuno il cui contatto preesisteva, lo testimonia il "ritrovare" questa figura femminile seduta,in attesa. Il diventare unico nome è di una profondità immensa, è diventare un'unica entità non più separabile.

il 18/06/2019 alle 18:31

Credo sia una poesia sull'Induismo, Isha-Upanishad, Chayah-uno degli avatar del dio Vishnu, tre gocce d'acqua verde blu-le tre religioni dell'India. La poesia è bellissima, scusa se ho interpretato male.

il 19/06/2019 alle 10:49

Vincent, prima di tutto niente scuse, stai scherzando? In ebraico la radice "Ish" (maschile) significa, tra l'altro, "iniziare, dare forma", aggiungendo la desinenza "ah" abbiamo la controparte femminile, cioè "Ishah". "Chayah" significa vita. Tre gocce d'acqua.... descrivono una sfumatura di occhi chiari. Comunque anche la tua interpretazione aggiunge qualcosa. Grazie per averla apprezzata.

il 19/06/2019 alle 11:21

Grazie a te per averne chiarito alcuni aspetti. Questa poesia possiede la consistenza della seta.

il 19/06/2019 alle 11:37

Un testo seducente che ti prende e non ti lascia più! La chiusa poi, è semplicemente abbagliante.

il 23/06/2019 alle 16:33

grazie marinelliana per l'apprezzamento.

il 23/06/2019 alle 17:05