Pubblicata il 13/06/2019
Carissimo, gentilissimo professore,
le scrivo per spiegarle la situazione.
se un giorno non dovessi più tornare
non sarà certo il mondo a crollare.
in Italia, la vita mi va stretta.
sento in vicinanza la disdetta.
mi piace l’università,
mi piace studiare,
per me, figlia di nessuno,
però c’è poco da fare.
in Francia me ne vado a lavorare,
a Besançon, che mi vuole ospitare.
erasmus è un progetto geniale,
sono in Europa adesso,
non mandatemi a chiamare.
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persone di grande intelletto trovano aperte porte e portoni basta saper bussare...e tu ne hai mani e cervello. con stima ciao!

il 14/06/2019 alle 15:07

Eclisse grazie per il commento. Ho scritto questa poesia nel 1996 quando si iniziava a parlare di Erasmus. Poi sono partita per fare esperienza ed è stato bellissimo. Ma già allora nelle nostre università si discuteva delle possibilità che avrebbe dato a noi il libero movimento per le università europee. Comunque grazie per la stima! È reciproca.

il 14/06/2019 alle 15:57