Pubblicata il 09/06/2019
Mai scritta una roba del genere, resterà sicuramente la prima e l'ultima. Forse, in un futuro più o meno prossimo seguiranno altri miei versi, liberi o legati, forse non darò più seguito a nulla. Su questo mediterò, nel pieno ricordo della strofa in cui Claudio Lolli cantava "anche se a te, lo so, non importa niente".

Ho letto stamani un grido di dolore, un lamento animale,
un contorcersi di budella, uno smarrimento di chi non si dà nè riceve risposte. Ma le risposte, purtroppo, ci sono state, e sono risposte che hanno il sapore di quegli applausi insensati che scrosciano ai lati di un abbandono sul sagrato di una Chiesa.
Di fronte ad una deposizione dalla Croce,
ai piedi di uno Stabat Mater non c'è stata "pietas"
(eppure siamo latini!) ma più semplicemente si sono affardellati commenti inconsapevoli come: "piacevole testo... bella... bei versi".
questo mi ha lasciato sgomento.
in questi casi, se si ritiene di avere parole sufficienti ad alleviare,
allora se ne richiede l'amicizia e si prova ad intessere un dialogo garbato. Se non abbiamo parole, si tace. Così penso e sento.
ad un immaginario Crociato che dispensa alti giudizi con poche ed assenti parole, mi verrebbe da chiedergli se ha mai combattuto contro una doppia fila di picchieri ed abbia mai annusato la merda del suo cavallo, squarciato e disarcionato.
Quelle feci sarebbero state per lui l'ultimo e prezioso dono, ma sono convinto che se ne sarebbe immediatamente nettato le labbra, disgustato, e non avrebbe avuto il coraggio di dare il colpo di grazia a quella che per lui era stata solo una cavalcatura, mentre per il cavallo, prima del dilaniamento delle carni, era stato un dolce ed amichevole compagno di pascolo.

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Capisco le tue parole: leggere quella poesia mi ha stordito, forse s'è trattato della sindrome di Stendhal.

il 09/06/2019 alle 18:50

Questa tua esternazione fa riflettere molto, ognuno di noi si avvicina allo scrivere e al leggere con quella attenzione che a volte non è profonda come servirebbe, per mille motivi. Ci sono versi che nascono da turbamenti interiori devastanti, altri no. Ci sono anche sensibilità diverse, a volte si riesce a leggere tra le righe, nella maggior parte dei casi serve rileggere molte volte, per afferrarne il significato vero. Spero di continuare a leggerti.

il 10/06/2019 alle 09:50

Non so a quale poesia fai riferimento, ma il tuo discorso è chiaro e sposo in toto ciò che ha scritto Genziana. In secundis: non ti azzardare eh? Al massimo un periodo sabbatico...

il 10/06/2019 alle 11:13

A volte si legge in modo distratto, ci sono tantissimi autori. Alcuni poeti raggiungono livelli molto alti. In questo caso, l'autrice che ho scoperto si chiama Nadia Danieli.

il 10/06/2019 alle 11:22

Carissimo Ancient, concordo sul fatto che le poesie andrebbero lette più volte, ma non sempre sono di facile interpretazione, così come non sempre sono autobiografiche, e ancora, non sempre vengono pubblicate nello stesso arco temporale in cui sono state scritte. Inoltre lo spirito di PH credo sia quello di condividere la poesia nel suo essere poesia, senza sconfinare nel dramma e nella sfera personale dell'autore. Come già fatto presente da altri amici, a volte ci avviciniamo alla lettura non con la doverosa predisposizione o attenzione, così come a volte diamo maggiore rilievo alla forma, ma credo che lo si faccia tutti nella stessa buona fede trattandosi di persone con sentita sensibilità. Percui, qualora avessi in qualche modo ferito l' amica Nadia, voglia accettare le mie scuse. Per il resto mi auguro di rileggerti ancora...nulla di personale. Buona serata a tutti e a presto.

il 10/06/2019 alle 17:59