Pubblicata il 08/06/2019
-Ascende a l’infinito, appare
lenzuolino sfatto di svanito
sotto nessun accordo di dolore
solo una forma a mesto ricordo
spiro soffuso, un timido greto
molesto a intingolo piatto e sordo.
-Sul bordo china la madida cieca
ha fame e sfiora il verde nerume
stretto ad essere solo un barlume
di quel che fu germe al verbo di fuga.
-Avanza silenzioso velario
figlio d’impietoso scandaglio
conturbante rovo l’ignoto riverso.
-Un biancore di singhiozzante fulgore
accenna essere puro amore.
-Assimila ora apatico, ora arso
l’integro servo, tempo al foglio.
-Altro freno ridesta covando
stasi adornanti dipinti a sfondo
a l’incontro specchio sacro
col bordo trasognante e vago
il cuore astante al gioco, follia
simile al pianto nato sotto la pioggia.
-Veemente lo spirito s’agita e chino
seguita nuvole in dolce cammino.
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Una poesia di alto livello, bisogna rileggerla più volte. Qualcosa che si forma e ascende come fumo: potrebbe essere il germinare di un essere umano o di un essere vivente, ma anche un pensiero, una consapevolezza che, comunque, è sempre trattenuta da una specie di base o di calamita. L'anima di qualcosa che aspira all'alto ma che, inevitabilmente, è attratta anche da quella base (per noi umani potrebbe essere la corporeità). Mi scuso se ho utilizzato delle espressioni terra terra per esprimere il mio pensiero.

il 10/06/2019 alle 08:20

Mi scuso io con lei se la mia poesia non è di facile lettura! Sono appassionata di filosofia, psicologia, e neuroscienze e la mia poesia ne risente! E' stato gentilissimo a volermi lasciare la sua riflessione che ho apprezzato molto! Un caro saluto a lei!

il 10/06/2019 alle 18:59