Pubblicata il 05/06/2019
Veglia dall’alto l’allodola
il suo nido falciato
malinconica canta
festa degli altri,
mancavano pochi giorni
ai suoi implumi
e un tempo il lavoro manuale
lento avrebbe concesso
ultimare le ali

appollaiato su un ramo
lo strillozzo felice
sfuggito al progresso
tra spine d’incolto campo
salva la prole
benedice emigranti
del lascito suolo
ignaro a notai

due nuvole a raggiro
dal vento bullo
derise dal sole
ignare a ogni rotta a fuggire
confuse si scontrano
sfociano in pianto
che ravviva profumi
illude assetati germogli
frusta calura tremante
gira pagina a dolori di perdite
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da:Destini E Presagi
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Elegantissima, complimenti.

il 06/06/2019 alle 10:57

Buono, l'odore del fieno

il 08/06/2019 alle 21:42