Pubblicata il 13/05/2019
Sole cocente che picchia feroce
nelle campagne e nei campi di grano,
balla sul petto di una donna la croce,
alto è il suo sguardo che mira lontano:

canta una nenia con un filo di voce,
con lei una bimba, la tiene per mano
or corron leste con passo veloce,
si oscura il cielo che prima era ciano,

mentre le gocce colpiscon la fronte
tuoni e lampeggi fan battere il cuore,
il temporale arrivato dal monte

di una violenza che annienta le ore
stormi di uccelli squarcian poi l’orizzonte
in un paesaggio d’immenso stupore
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bella e scritta con notevole padronanza stilistica. colpisce, in particolare, il ribaltamento figurativo delle ultime due strofe che, da una parte, delineano uno scenario così fosco e "violento" da "annientare le ore", per poi risolversi, invece, in una chiusa palingenetica di "immenso stupore", secondo le migliori e mai estinguibili suggestioni leopardiane...

il 13/05/2019 alle 20:26

Armoniosi versi colmi di belle immagini: molto apprezzati!

il 13/05/2019 alle 20:29
PH

però, bravo...

il 13/05/2019 alle 20:42

Molto bella, complimenti.

il 13/05/2019 alle 21:13

bello il senso di protezione materno che attraversa lo sguardo e mira lontano,presagendo un temporale che rapidamente s'impone e cambia completamente lo scenario.

il 14/05/2019 alle 08:23

e ,la speranza della comparsa dell'arcobaleno, che spesso accompagna questi temporali ,per annunciarci che lo scorrere del tempo resta sempre uguale.....

il 14/05/2019 alle 09:00

Ringrazio gli autori per le letture ed i commenti.

il 14/05/2019 alle 14:09

dopo la tempesta il sereno. La donna che si trova nei campi, il suo cantare diventa un improvviso correre e quella croce che porta sul petto le squarcia il cielo facendolo diventare sereno mentre stormi di uccelli nel cielo fanno festa. molto molto bella. un saluto

il 16/05/2019 alle 16:20