Pubblicata il 22/04/2019
-Oh sì! Quella fu la prima volta che accade il sì! In quel sì, tutta la tenerezza indifesa del cuore offerto a l’ignoto, con la naturalezza del boccio di primavera che si apre fiducioso alle prime piogge, in quella evoluzione anomala e folle come solo l’offrirsi alla luce, allo sguardo del cielo può e sa essere.
-Non un dubbio o un ripensamento in tutto quel turbinio che presto sarebbe divampato come un incendio soggiogante in sogni e promesse, un parto di felicità ove perdere presto il senso in tutto quel non senso che apriva l’anima a nuovi respiri, a orizzonti più ampi, a sconvolgenti scenari.
-Tale era la fame che l’anima non s’accorse d’esser stata divorata dal vento sul mare o immersa nell’arcobaleno dai mille riflessi d’acquoreo tepore dopo una pioggia estiva improvvisa, proiettata in una nuova dimensione senza possibilità di assoluzione o inversione. L’amore era senza possibilità di revoca un raggio d’anima sul ti amo, ripetuto all’estremo e sussurrato attimo per attimo in intima comunione. -Dannatamente bello quel riconoscersi nella ferita, un dolore che faceva sentire i cuori come specchi d’anima e due cicatrici come lago e cielo d’amore nell’onirica comprensione d’un ascolto senza remore al termine del quale attendeva la profondissima partecipazione, il riconoscersi comunione. Solo la vulnerabilità rendeva così veri e fragili e forti gli attimi offerti e allo stesso tempo rendeva giorni appiattiti e senza colore, colmi di sfumature in una visione rinnovata e squarciata dal sentire, era un rivivere forse per la prima volta il nuovo e l’antico dilemma dell’essere o non essere che non avrebbe più avuto ragione d’essere annientato dalla verità di non poter essere se non con l’altro, nell’autenticità di un riconoscersi reciproco, non più soli ma destinati a condividere il desiderio d’essere in piena libertà comunione e autonomia come due mani di uno stesso corpo unite ma autonome e funzionali l’una a l’altra. La solitudine era ormai una casa per due.
-Il tempo svaniva fin quando la bocca tremava d’una febbre così dolorosamente cara che al suo sostare sulla tremante parola del silenzio la preghiera sgorgava naturale ancora, e ancora, e ancora come carne tremula. Era come abbeverarsi al mare per poi accettare di star male per il sale ma benedire quel malessere perché era tutto quel che di essenziale poteva esistere anche in quel dolere ferino e ancestrale che l’amore poteva divenire, la colpevole innocenza del vivere intensamente senza compromessi o filtri di sorta. Il silenzio era divenuto complice, una cassa di risonanza dove aprire i cuori a l’ascolto, alla danza in un carosello fantasmagorico di emozioni in coro, simile ad un ritornello sempre travolgente, sempre più vero e inebriante.
-La vita d’improvviso s’era trasformata, inondata di luce, così accecante che trapassava inesorabile la volontà come lama per trasformarsi in una rivelazione di stupore e calore, mai esperita prima.
-La mente si prostituiva a soggiacere quiescente alle richieste inappellabili d’un sentire oltre ogni possibile difesa o dimensione o visione terrestre dove la realtà veniva sequestrata da un tempo sospeso a tessere intensamente e profondamente il cambiamento. Mai fu più accecante il sole riposto nel per sempre di quel vivere in comunione tra cuore e mente, di quegli attimi custoditi nella memoria d’eterno abbraccio ove i corpi avviluppati l’uno a l’altro si annullavano per la prima volta divenendo uno, un indivisibile ossario. La pace di quell’incanto ancor oggi pervade e scuote l’anima spronandola a sentirsi viva in quella paradisiaca sensazione di benessere oltre ogni limite di dimensione terrena. La follia così familiare, l’inizio di una nuova comprensione, l’alba d’amore ancora oggi scandisce attimi di comprensione e catarsi in un dissolvimento lento di tenerezze e perdoni. Ecco com’io in te mi riconobbi.
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Un racconto poetico davvero encomiabile, amica Rosi! Sempre molto scorrevole ed esaustivo! Bravissima!

il 22/04/2019 alle 11:19

Sir Morris ringrazio lei per i suoi gradevoli commenti ma sopratutto chi ha dedicato tempo e gradimento alla lettura! Buona Poesia a noi tutti!

il 24/04/2019 alle 09:29