Pubblicata il 21/04/2019
Lo sguardo dritto incontro al mio orizzonte
con l’infinito mare che ho di fronte
e in lontananza appare Tavolara,
maestosa e luminosa dea infinita,
dagli avi naviganti sempre ambita
per la vegetazione folta e rara.

e i miei pensieri fuggono lontano
sopra il mio capo un volo di gabbiano,
che viaggia lungo mete misteriose,
puntando il becco bianco a tramontana,
mi volto e sento il suon di una campana
che chiama a messa donne assai pietose,

affrante a celebrare il dio beato,
profum forte di rose dal selciato
che son sbocciate a fine primavera
d’un rosso fuoco caldo fiammeggiante,
ai bordi della chiesa sta un viandante
che chiede soldi e intona una preghiera.

finita messa, il prete nel piazzale
che benedice tutti dal suo altare
la folla poi s’accalca, lo circonda
rapita, ma già pensa al suo mangiare
vorrebbe far ritorno al casolare,
nel mentre china il capo e lo asseconda.

osservo queste scene un po in disparte
qualcuno intanto vanta la sua arte,
ma trattasi di un vecchio ciarlatano
or vado via e si spegne la sua voce,
correndo ho il fiato corto, son veloce
le chiavi del portone ho nella mano:

lo apro e nella sala apparecchiata
mi aspetti tu con un aria un po’ distratta,
la sera intanto accende i suoi colori,
mi siedo nel divano alquanto stanco,
tu vieni e col sorriso lì al mio fianco,
mi abbracci e spegni tutti i malumori.
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la scena più bella ...quando lei spegne tutti i tuoi malumori. piaciuta molto un saluto

il 21/04/2019 alle 18:35

Sono d'accordo con il mio amico Aldo che saluto con affetto! Molto bravo, Aug94, interessante davvero! Ciao!

il 21/04/2019 alle 20:39

Ringrazio per i commenti, un caro saluto anche a voi.

il 22/04/2019 alle 09:47

Testo di grande armonia, molto apprezzato!

il 25/04/2019 alle 09:24