Pubblicata il 14/04/2019
Accende il giorno, l’alba e poi l’aurora,
il disco rosso s’erge dietro al monte,
un cielo lindo azzurro si colora
scansando nubi grigie all’orizzonte.

e un elegante corvo austero esplora
il mondo che compare a lui di fronte,
alto e maestoso in volo forse ignora
un uomo che cammina sotto a un ponte.

poi passan leste l’ore ed il tramonto
rosseggia mentre il sole s’è eclissato
del dì qualcun fa in rime il resoconto

un dolce e roseo bimbo s’è svegliato
la madre che lo nenia, un bel racconto
con cui il piccin s’è poi rasserenato.

al büio della notte luci e stelle
che giocan fra di loro e fan fiammelle.
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bella e scorrevole.Avrei eliminato qualche aggettivo per alleggerirla un po' ma nel complesso è gradevole.

il 15/04/2019 alle 11:49

Sarebbe migliore se rinunciassi alla rima ed alle parole arcaiche o tronche. l'articolo "le" non si apostrofa, a meno di considerarla una licenza.

il 15/04/2019 alle 17:44

Ruvida e sentita, la gradisco in modo particolare.

il 15/04/2019 alle 17:59

Grazie Genziana per il commento costruttivo, Marco Polo un sonetto senza rime? Mah. l'ore è elisione (consentita)per esigenze fonetiche e non licenza poetica, le parole arcaiche non so quali siano, Eriot grazie anche a te.

il 15/04/2019 alle 20:33