Pubblicata il 11/04/2019
Tuoni e lampi di limpido bagliore,
s’accendono fiammelle di candela,
un bimbo spaventato poi si cela.

cerca ristoro e invoca la sua mamma,
nel mentre un forte vento,
ulula e fa vibrare la serranda,
con raffiche furiose da spavento,
il cielo poi s’accende come fiamma,
cade pioggia a portento,
s’imprime nei miei occhi il fotogramma,
di cotanto stupore.

un tuono all’improvviso e il suo rumore,
il mio pensiero anela,
ricordi di un passato che si svela.

erano gli anni allegri e spensierati,
la bella fanciullezza,
correndo per i prati assai beati,
in bici con destrezza,
le gare coi compagni sui selciati,
per ritornare a casa e la certezza
di venir poi sgridati
dal babbo e dalla mamma con vigore.

ricordo ancora intatto quel terrore,
la cinghia sulla tela
le cosce rosso fuoco come mela.

nel mentre non si placa il temporale,
la nonna col rosario,
santa Barbara bella sempre vale,
per arrivare fino al trinitario,
che scacci e demolisca il fortunale,
finito poi il breviaro,
scemano i lampi, ed il forte maestrale,
si cheta lentamente e dopo muore.

nel cielo ora sereno un bel tepore,
s’inarca il sole a vela,
immenso con i raggi si rivela.
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un bel ricordare nonostante i tuoni e i lampi. piaciuta, un saluto.

il 12/04/2019 alle 16:47