Pubblicata il 10/04/2019
L’aria tiepida d’aprile
smossa appena dal suo corpo
veste nera e perle ai lobi
il violino accanto al collo.

Dita snelle alla tastiera
la carezza allo spartito
dalle corde parte un sol
nelle dolci labbra un si.

L’arco flesso verso il riccio
il nitore di quel tono
lieve come una farfalla
d’impalpabile bellezza.

Una donna e il suo violino
mentre assesta il colpo d’arco
e la melodia s’invola
nel silenzio della sera.
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4,2/5 meriti (11 voti)

Versi raffinati e di bella lettura, apprezzati

il 10/04/2019 alle 11:56

Brevissima Archette ti sei superata questa poesia è godibilissima in lettura, sono tutti ottonari, non so se vi sia controllo metrico a monte oppure è talento puro :-)))

il 10/04/2019 alle 12:04

Scusa Arlette il T9 ogni tanti mi frega. :-)

il 10/04/2019 alle 12:05

Un'immagine nitida, il momento esatto del connubio e la melodia s'invola...grande stile e maestria.

il 10/04/2019 alle 13:28

https://www.youtube.com/watch?v=82Lut3Bhmpw

il 10/04/2019 alle 14:57

Grazie ad Archana, Vincent, Augusto e Gabry per la presenza e i graditi commenti. Un saluto a tutti.

il 11/04/2019 alle 08:29

Ho avuto modo di leggere il testo del brano di Ultimo, non lo avevo mai letto o ascoltato. Notevole sotto tutti i punti di vista, grazie Gabry.

il 12/04/2019 alle 06:21

Si, mi piace, anche se sarebbe più scorrevole senza la ricerca della metrica.

il 22/04/2019 alle 10:47

Do una rilevante importanza a forma e contenuto cercando di unire musicalità e immagini appropriate, anche se devo dire che prediligo il verso libero; alcune sensazioni non possono soggiacere a schemi metrici o rime, hanno l'urgenza dell'immediatezza libera da vincoli, di quella e solamente "quella" parola. Chiara e il suo violino barocco no, li ho veduti esattamente così, immersi entrambi nella struttura ritmica che ho utilizzato. Un grazie per il commento e il per aver espresso il tuo punto di vista Marco.

il 23/04/2019 alle 00:24

C'è un "il "di troppo nella frase finale, chiedo venia...

il 23/04/2019 alle 00:28

Più scorrvole senza la metrica??? Che cavolata è risaputo che metrica, ritmo, rima, unità sillabica sono i cardini della poesia italiana e coloro che hanno utilizzato il verso libero (Ungaretti, Montale, Merini, Pasolini, D'annunzio ed altri) conoscevano la metrica alla perfezione ed in virtu' di ciò si son permessi il verso libero. Per conclusere ti segnalo "Diman tristezza e noia recheran l'ore" mi auguro tu conosca questi versi.

il 24/04/2019 alle 10:39

Verso libero o legato a una forma metrica con precise leggi? I sostenitori di entrambe le fazioni non si estinguono nel tempo e le argomentazioni a sostegno sono sempre e comunque interessanti. Personalmente ammiro la capacità di rendere melodico un verso libero riuscendo a trasmettere comunque emozioni... così come può fare una bella donna unendo un filo di trucco a un morbido caftano e al più informale dei sorrisi.

il 24/04/2019 alle 13:46

Secondo me cara Arlette non penso si debbano creare fazioni fra metrica e verso libero; ripeto i verso liberisti del 900 che hanno sperimentato nuove forme di poesia lasciando il segno la metrica la conoscevano eccome (Alda Merini si esercitava a scrivere poesie tutte in endecasillabi ad esempio) poi sta al poeta scegliere cosa fare e quale strada scegliere, anche dalla metrica non ci si deve far schiacciare, penso che essa debba accompagnare la lirica con discrezione senza forzature. Per chiudere il mio discorso ritengo che la poesia sia una bellissima arte e per conoscerla meglio bisognerebbe anche un po'studiarla.

il 24/04/2019 alle 14:24

Credo che la tua chiusura rechi una giusta riflessione, Augusto. Grazie per il dialogo, che a mio parere non è mai tempo perso se portato avanti nel rispetto delle varie opinioni.

il 24/04/2019 alle 21:51