Pubblicata il 04/04/2019
(Avevo un mondo
dentro la mia testa
abitato da neuroni
scorazzanti nella notte
su strade di sinapsi).

ecco la palla
che frange e demolisce
col suo piombo
le pareti del nulla intorno a me
che resto immobile
rannicchiato sulle mie ginocchia
in un sorriso lieto.

si alza la polvere
del vuoto che è rimasto
del mio vuoto
e la mia nube vedo
con le movenze
di ripresa aerea
restando rannicchiato
al centro del quadrato.

come Koyaanisqatsi
s'innalza nuovamente
rinasce dalle fondamenta
alla velocità del suono
lesto ad abbandonare
i cenci vecchi
del vetusto verbo.

rieccolo il vento
venuto a spazzar via
le ragnatele
e il gesso dalla mente
e dai polmoni.

(Eccolo il mio nuovo
mondo cerebrale.
il vecchio con le sue chiusure
e le sue sbarre aperte
l'ho distrutto).
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molto apprezzata.Un'evoluzione che sa di suoni metallici e colori freddi,necessari per ritrovare quella lucida consapevolezza offuscata dalle ragnatele e dal gesso,che imprigionavano i polmoni dal libero respiro,che è vita, e la mente.E di conseguenza il pensiero.Una rinascita che lascia dietro sé le chiusure e quelle sbarre che evidentemente, avevano il potere di ingabbiare,pur essendo aperte.Molto bello quel sorriso lieto che silenziosamente osserva e attende che si completi l'evoluzione.

il 05/04/2019 alle 10:19