Pubblicata il 15/02/2003
Un vento di simun disordinava le cose
mentre parlavi vicinissimo alla mia bocca,
sostenevi la sera con le spalle
e la tua voce di arancio spremuto
andava dritta dentro.

Che stupida che sono a guardare i tuoi occhi
quei tuoi sguardi incendiari
come roghi sotterranei nella notte.
Una notte deserta.
Deserta di me stessa.

Sono andata nei luoghi onirici
dietro il suono di gong bene oliati
a rubarti un bacio.
Sapeva di mare e di miele sparso.
Ed era dolce da piangere, come certe promesse
che si fanno da bambini.

E qualcuno mi ha chiesto tu chi sei.
Ed io ho detto di quel tuo sorriso
di quel tuo sguardo proprio verde
quando stringe dentro un profondissimo tormento
e il cuore ha solo un ringhio,
una traccia di sale.

E qualcuno mi ha chiesto tu come sei.
Ed io ho detto che sei una fonte d'acqua chiara
in cui gioca la luce.
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Devo farti i miei più sinceri complimenti per l'esposizione scorrevole e la dolcezza che i tuoi versi m'hanno regalato.
Di miele saranno così, sempre le tue parole!
;-)
M'

il 15/02/2003 alle 21:49

Una lirica forte e sanguigna, mediterranea, di sale, agrumi, miele. Complimenti per l'ottimo esordio e un saluto.
Michele

il 16/02/2003 alle 12:14

Bella, molto bella ... la trovo forte ... di carattere e allo stesso tempo dolce e .... cantata ...

un abbraccio
Cristiana

il 16/02/2003 alle 21:58