Pubblicata il 22/03/2019
La tua pelle bianca è ormai livida a causa del freddo. Il vestito completamente inzuppato d'acqua è diventato pesante, aderisce al tuo corpo inerme e i tuoi capelli neri fluttuano come se avessero vita, come se volessero allontanarsi velocemente, scappare via e salvarsi, almeno loro. Sei circondata dall'acqua, immersa in un vortice ghiacciato che ti fa ondeggiare come fossi una zattera in balia del vento. Hai tentato di aggrapparti agli scogli, le tue mani rigide non avevano presa e l’acqua ti entrava nella bocca, nelle narici. Tossivi ripetutamente per sputare tutto quel liquido salato che inondava i tuoi polmoni e muovevi i piedi nel vano tentativo di rimanere a galla, ma le onde ti avvolgevano, ti spingevano contro le rocce mentre il tuo corpo ferito respirava a fatica. Come hai potuto pensare che tutta la tua infelicità venisse cancellata da una gita al mare, in una giornata di primavera? Ingenua!
Prima del tuffo, della caduta in acqua, l'unico liquido che ti bagnava le guance lentigginose erano le tue lacrime, brucianti come il dolore che le aveva fatte scaturite. Mario ti faceva piangere! Mario diceva di amarti, eppure ti faceva sentire così piccola e sola. Lui ti ha aiutato a salire sulla scogliera per vedere il mare dall’alto, tu felice gli hai stretto la mano, ti sentivi protetta; ha raccontato che sei caduta dall’alto accidentalmente, ma tu hai innanzi agli occhi il ricordo delle sue mani energiche e nodose che hanno afferrato le tue spalle e ti hanno spinto prepotentemente nel vuoto. Hai cercato di afferrarti alla sua giacca, ma è avvenuto tutto così velocemente. Chissà che dolore hai sentito nell’impatto con l’acqua! E che disperazione nel gridare aiuto sapendo che nessuno poteva udirti! Le vicine sentivano quando lui ti picchiava. Sei stata cieca, come hai potuto seguirlo sugli scogli, tu e lui da soli! Pensavi alle rose rosse che t’inviava per il vostro anniversario? Pensavi che chi regala fiori è un uomo sensibile, innamorato. Rose per farsi perdonare, per placare i sensi di colpa, per rimuovere dalla sua mente le immagini di te che cercavi di coprirti il volto con le mani e ti accucciavi in posizione fetale, per difenderti. Troppo spesso diventava irascibile e violento, ma il tuo disprezzo si univa al perdono. Pensavi che nonostante tutto ti amasse, che non ti avrebbe mai procurato la morte.
le acque, sotto quella scogliera, ti hanno abbracciato quando eri ormai impotente e ti hanno avvolto come se appartenessi al mare, che ti ha accolto nei suoi abissi e che, con un estremo atto di pietà, ha adagiato sulla riva il tuo corpo, restituendolo ai tuoi cari.
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