Pubblicata il 18/03/2019
Solo la notte assapora la notte che provo nelle vene e negli occhi
mi infetta il cervello, divento insensibile
anche un tramonto può trasformarsi in funerale quando il mio cuore ha solo voglia di morire
se dio non fosse così stupido e primitivo mi avrebbe detto che è la stessa forza che mi porta su a portarmi giù
che nello sguardo di una donna quanto veleno è lì nascosto, nell'abbraccio di una madre una tenaglia letale, negli sguardi dei tuoi amici lampi vulcanici pronti a travolgerti per sempre, nella mano tesa una forza per non farti rialzare mai più, nel bene dell'umanità, in fondo celata una lama, la scritta "fine", accoltellato lentamente in questa notte, là fuori tutto tace, tutto è perso, tutto è morto, sapessero quanto male nell'ingenuità, avessero vissuto le mie mille vite disperate, avessero bevuto i sali, i veleni, e i mieli della vita, avessero, comprendessero il caos che ho dentro, comprendessero il sangue di Tenochtitlán e di Atene che impazza con furore e mi fa guardare da quella finestra con volontà...non importa di cosa
e la solitudine che importa quella? imparata da una vita escluso e incompreso, odiato è la compagnia di me stesso che mi ha salvato...da un mondo dove la pazzia è normalità...io da sempre opposto, da sempre indosso il marchio di Caino
1.58 - 2.08, Brindisi, 27-08-2018
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