Pubblicata il 12/03/2019
Cerco una stella.
frugo come un ladro
tra la mia costellazione.
ma non riesco a trovarla.
il respiro della città è lento.
sta dormendo.
oltre lo sguardo; fugge!
mappe, figure naturali
si rivelavano nella mente mia.
profumo di erba umida,
disteso ascolto il
suono lontano di voci gentili.
vado Ancora più lontano
tra i perduti miti greci.
cassandra e il suo dono
della profezia;
un regalo del solito Zeus.
la cintura di Orione
gigante! tu cacciatore;
sempre tu Zeus.
tra Cassiopea e la
sua indiscussa vanità
e Andromeda sua figlia che
ringrazia ancora
l’amabile Perseo.
poseidone dall’altro canto
nulla poteva
contro Anfitrite, sua moglie.
ma lì non vi era.
dove sei?
prima che i miei occhi
si fermarono vicino a Ares,
padre dei fondatori della
antica Roma.
si avvicina una dolce voce.
lei si mette a cavalcioni
su di me.
ma dove stai andando.?
apro così gli occhi.
quel colore verde
verso il grigio con
stringhe di azzurro.
mira, ti ho ritrovato.
ma dove sei arrivato?
non importa dove
sono arrivato.

guarda quante stelle
avevi intorno a te.

tra le stelle , io
vivo solo di una luce
la tua, Mira.

adesso ti mostrerò
qualcosa di unico e raro.

chiudi di nuovo gli occhi.

oh ho visto mondi che tu
non puoi neanche immaginare.

apri gli occhi . Mi prese il dito
l’indice e lo voltò verso
una costellazione.

la bilancia !!ma
quella la conosco.

mi prese la mano
dolcemente e la pose
sulla sua pancia.

da Antichi sumeri
lasciata per diventare
giustizia oggi.

il suo nome
lo conosco è:
al shamaliyya.

no amore il suo nome
sarà Asia.
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Creatività e suggestione in questo particolare brano poetico

il 12/03/2019 alle 17:48