Pubblicata il 02/03/2019
-Se mi chiedessi di andare
nel giallo delle foglie al vento
come allora non saprei dove.
-Immobile la tenerezza nel cuore
fragile, non riesce a salvare
dimentica sfinito il dono d’amore
senza più sentimento tra cielo e suolo.
-Mai spedito adagio l’addio
ai piedi dell’ora che al senso tace.
-Quanto la bugia smette di far male
frantumando il suo lato cielo?
-Folle, folle spirito, istinto puro-
mi dicesti tu, ricordo il giorno
cavalcando nel sogno il nostro mondo
vestito d’onda nella felicità del dono.
-E nel fuoco del nostro domani
la pelle ha corpo piagato di fede
sacro respiro, illogico credere
simile al profanare che scava
strappando dal petto il volo
tra tutti il gesto più estremo.
-Sentire cieco è tentativo d’andare
con l’anima oltre la fine, fremere,
ingannandosi d'essere unione e incanto
casa nella resa del pianto.
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com'è triste, ma qualcuno forse ha detto che nel rimpianto ci sono i semi del futuro, devono solo tornare le forze...è un piacere leggerti

il 02/03/2019 alle 18:25

La malinconia, sempre inseparabile dal sentimento del bello. Baudelaire Perché la tristezza è così avvinghiata alla bellezza? Perché ne coglie la natura effimera, l'attimo sospeso, il soffio prima che svanisca! Nessun rimpianto! Ma solo il ricordo della dolcezza vissuta che non smette di germogliare nel tempo perché tutto sia vivo! Noi siamo le emozioni vissute e in esse ci rannicchiamo quando tutto il resto perde di significato! Io sono felice quando scrivo e fin quando lo sarò non smetterò di farlo! Grazie dell'attenzione e della lettura Arturo!

il 03/03/2019 alle 12:15